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LA VITA QUOTIDIANA DEI BAMBINI


La rilevazione è stata condotta nel mese di febbraio 2008. Ecco alcuni dati. Per approfondimenti visita il sito www.istat.it.

I MINORI IN MAGGIORANZA HANNO UN FRATELLO, MA UN QUARTO E’ FIGLIO UNICO:

Negli ultimi anni profonde trasformazioni hanno riguardato il contesto familiare in cui sono inseriti bambini e ragazzi fino a 17 anni. Il calo della fecondità, il progressivo inserimento delle donne nel mercato del lavoro e l’aumentata instabilità coniugale sono le principali cause di tali trasformazioni.

I BAMBINI SONO AFFIDATI SOPRATTUTTO AI NONNI:

La presenza di bambini all’interno della famiglia comporta una riorganizzazione dei tempi di vita familiare, soprattutto nel caso in cui entrambi i genitori svolgano un’attività lavorativa. Nei momenti in cui il bambino non è a scuola o con i genitori è infatti necessario ricorrere a figure – parentali e non – che sostengano la famiglia nella cura dei figli.

I GIOCHI PREFERITI: AUTOMOBILINE, TRENINI E PALLONE PER I MASCHI, BAMBOLE PER LE FEMMINE

In testa alla graduatoria dei giochi preferiti dai bambini da 3 a 5 anni si trovano i giocattoli più tradizionali: le bambole per le femmine (85,6%) e le automobiline, i trenini e simili per i maschi (76,1%). In questa fascia d’età sono molto amate le costruzioni e i puzzle, il disegno, i giochi di movimento, la manipolazione di materiali come la plastilina, anche se emerge qualche lieve differenza nei gusti: le bambine preferiscono matite e colori in misura superiore ai coetanei maschi (78,8% contro 70,9%), mentre sono meno interessate a costruzioni e puzzle (56,8% contro 68,9%). Ai primi posti nella graduatoria dei maschi ci sono i giochi con automobiline e trenini (76,1%), disegnare (70,9%), fare costruzioni e puzzle (68,9%), giocare a pallone (63,4%). I videogiochi si collocano al decimo posto (18,7%). Le bambine amano soprattutto le bambole (85,6%), disegnare (78,8%), giocare con le costruzioni e i puzzle (56,8%). I videogiochi si collocano al 15° posto.

LA CASA, IL LUOGO DEL GIOCO PER TUTTI:

Nei giorni feriali i bambini giocano soprattutto in casa propria, anche se al crescere dell’età gli spazi al di fuori delle mura domestiche tendono ad assumere maggiore rilevanza. Al primo posto troviamo infatti le mura domestiche, indicate come luogo di gioco dal 97,1% dei bambini tra i 3 e i 10 anni. Al secondo posto si colloca la casa di altri, segnalata dal 44,8% dei bambini. Dopo l’abitazione, sono il cortile e i giardini ad essere più spesso segnalati come spazi di gioco (frequentati dal 29,7% e dal 35,6% dei bambini, rispettivamente ), seguono l’oratorio/parrocchia (16,7%), i campi e i prati (13,8%) e le strade poco trafficate (7,4%). Rispetto al 2005 è dunque aumentata la quota di bambini che gioca in casa di altri (era pari al 36,5%), in giardini pubblici (era il 28,9% e in oratorio/parrocchia (era l’11,2%). Al crescere dell’età si riscontra una diminuzione dei bambini che giocano a casa propria e un parallelo aumento della quota di bambini che gioca in casa di altri e in spazi all’aperto. Mentre i giardini pubblici rimangono un luogo di gioco per i più piccoli, sia maschi che femmine, tra i 6 e i 10 anni i bambini giocano di più in cortile, in campi o prati e in strade poco trafficate. In questa fascia d’età anche la parrocchia diventa un luogo di gioco molto frequentato (il 23,2% dei bambini di 6-10 anni ci gioca contro il 6,4% di quelli tra i 3 e i 5 anni), soprattutto per i bambini residenti nell’Italia Nord occidentale (30,9%). Pur rimanendo la casa (sia la propria che quella di altri) il luogo privilegiato di gioco per tutti, nel Centro-Nord i bambini giocano di più in casa di altri, in cortile, nei giardini pubblici. In particolare nel Nord-ovest il 49,9% dei bambini gioca in giardini pubblici, quota che scende al 16,6% tra i bambini residenti nelle Isole. Viceversa nel Sud e in particolare nelle Isole i bambini giocano di più in strade poco trafficate (12,2%), mentre nel Nord-ovest questo luogo di gioco è frequentato solo dal 4,7% dei bambini.

I BAMBINI E I RAGAZZI COLLABORANO IN CASA:

La maggioranza dei bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni è coinvolta in attività di aiuto ai genitori, come badare ai fratelli più piccoli, rifarsi il letto, riordinare le proprie cose. Nel 2008 l’88,4% dei bambini e ragazzi di questa età, infatti, svolge almeno un’attività tra quelle segnalate (in crescita rispetto al 1998, quando la quota era dell’83,6%), con una leggera prevalenza delle femmine rispetto ai maschi (90,4% contro l’86,5%). Il grado di coinvolgimento è ovviamente maggiore tra gli 11 e i 17 anni, età in cui oltre il 91% dei ragazzi è coinvolto in almeno una di queste attività di collaborazione. Tra le attività svolte abitualmente all’interno della famiglia da bambini e ragazzi le più ricorrenti sono riordinare le proprie cose (60,9%) e apparecchiare e/o sparecchiare la tavola (55,7%). Rifarsi il letto (32,8%), andare a buttare la spazzatura (31,6%) e fare la spesa o commissioni (29,6%) si collocano al terzo, quarto e quinto posto della graduatoria e non raccolgono la maggioranza. Entrando nel dettaglio delle singole attività si evidenzia come bambine e bambini, ragazze e ragazzi forniscono il loro contributo su terreni diversi. Le attività più tipicamente domestiche sono appannaggio quasi esclusivo delle femmine, che più spesso dei maschi aiutano a fare le pulizie (il 35,5% contro il 13,7%), si rifanno il letto (43,3% contro 22,9%), apparecchiano e/o sparecchiano (il 63,5% contro il 48,3%), aiutano a cucinare (28,7% conto 14,8%), lavano i piatti o li mettono nella lavastoviglie (il 23,9% contro il 10,8%). Viceversa, sono più i maschi, rispetto alle loro coetanee, a fare qualche lavoretto, come piccole riparazioni, (il 20,8% contro il 7,5%), andare a buttare la spazzatura (38,7% contro il 24,2%), andare a fare la spesa o altre commissioni (31,4% contro 27,7%) e andare all’ufficio postale (5,6% contro il 3,7%). Emergono inoltre modelli differenti di partecipazione dei bambini alle attività della casa nelle varie zone del Paese. I bambini e ragazzi risultano, infatti, maggiormente coinvolti nel Centro-Nord rispetto al Sud. Ad esempio nel Nord la quota di bambini e ragazzi che apparecchia e/o sparecchia la tavola supera il 62% mentre nel Sud non raggiunge il 48%, oltre un quarto dei bambini residenti nel Centronord aiuta in cucina mentre nel Sud la quota è del 16% circa.

UN TERZO DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI RICEVE LA PAGHETTA:

Il 31% dei bambini e dei ragazzi tra 6 e 17 anni riceve regolarmente la paghetta dai genitori, il 34,6% riceve a volte un regalo o un premio. I bambini ricevono più denaro delle bambine. Il 32,7% dei primi riceve, infatti, regolarmente la paghetta settimanale a fronte del 29,2% delle seconde. Le differenze di genere sono nulle tra i piccoli di 6-10 anni ma aumentano al crescere dell’età. In particolare tra i 14 e i 17 anni i ragazzi che ricevono regolarmente la paghetta sono il 57,2% mentre tra le ragazze della stessa età la quota scende al 48%. La vera differenziazione di genere sta nella continuità con cui i ragazzi hanno a disposizione il denaro: mentre per le ragazze il denaro è un regalo, un premio, per i ragazzi si connota maggiormente come un flusso più continuo. La quota di ragazze tra i 14 e i 17 anni che riceve a volte un premio in denaro al posto della paghetta è, infatti, molto superiore a quella dei ragazzi (il 32,6% contro il 25,8%). La quota di bambini e ragazzi che ricevono regolarmente la paghetta è maggiore nelle famiglie di dirigenti, imprenditori, liberi professionisti ( il 35,1% rispetto al 28,8% delle famiglie operaie). Non ricevono la paghetta o occasionalmente un premio soprattutto i figli delle casalinghe (35,9%) e di donne con la licenza elementare o nessun titolo (36,6%). L’importo medio della paghetta è di 14 euro a settimana: si passa dai 7 euro dei bambini di 6-10 anni, ai 10 euro dei bambini di 11-13 anni, ai 17 euro dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni. Rispetto al 1998 si riscontra una diminuzione del numero di bambini e ragazzi che dispongono di denaro con continuità (dal 35,1% al 31%), mentre resta stabile il dato relativo al regalo/premio (34,7% nel 1998 e 34,6% nel 2008). L’abitudine di accumulare piccoli risparmi riguarda il 62,1% dei bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni. Tale abitudine è ugualmente diffusa tra maschi e femmine, mentre rispetto all’età e più diffusa tra gli 11-13 anni (67,1%). Il comportamento dei ragazzi è diverso nelle varie zone del Paese: l’abitudine a risparmiare, infatti, è maggiormente diffusa nel Nord e in particolare nel Nord-est dove il 70,3% dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni risparmia, a fronte di una quota che nel Sud scende sotto il 55%.

AUMENTANO LE RELAZIONI SOCIALI:

Tra il 1998 e il 2008 i bambini e ragazzi che frequentano coetanei passano dal 76,1% al 79,2%, mentre rimane sostanzialmente stabile il numero medio di amici frequentati e la frequenza degli incontri. Oltre i tre quarti dei bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni frequenta coetanei nel proprio tempo libero. La frequentazione è assidua (almeno una volta a settimana il 92,2%) e coinvolge mediamente 5 amici, prevalentemente dello stesso sesso. Al crescere dell’età aumenta la propensione a frequentare i coetanei: si passa dal 50,3% dei bambini tra i 3 e i 5 anni al 93,8% dei ragazzi tra 14 e 17 anni; crescono anche il numero medio di amici frequentati (da 3,4 a 6,5), il numero di incontri e la tendenza a frequentare indifferentemente maschi e femmine.

OLTRE UNO STUDENTE SU DUE HA IN CLASSE COMPAGNI STRANIERI, E UNO SU TRE DI QUESTI LI INCONTRA FUORI:

La maggioranza dei bambini e ragazzi italiani frequenta classi con e ragazzi stranieri (54,8%). Questa percentuale è più alta nel Centro-nord, dove maggiore è la presenza straniera (oltre il 72% nel Centronord mentre nel Sud e nelle Isole la quota si attesta al 28% circa). Più di 1 milione e 100 mila bambini e ragazzi italiani hanno in classe bambini e ragazzi stranieri, che incontrano anche fuori dalla scuola. Si tratta del 33,6% dei minori che stanno in classe con stranieri. Si passa da oltre il 36% del Centro-nord al 23% nel Sud e al 22% nelle Isole. Il fenomeno non si differenzia rispetto all’età e al tipo di scuola frequentata. Ciò evidenzia che esistono momenti di condivisione tra italiani e stranieri al di fuori della scuola, anche se non esclude l’esistenza di fenomeni di segregazione. Infine l’1% dei bambini e ragazzi italiani frequenta classi in cui i bambini stranieri sono la maggioranza.

CRESCE LA FRUIZIONE DI SPETTACOLI, LA PRATICA SPORTIVA, LA LETTERATURA E LA FREQUENZA DEI CORSI EXTRASCOLASTICI:

Tra il 1998 e il 2008 aumenta la percentuale di bambini e ragazzi che vanno a teatro (dal 19,9% al 30,2%), vedono film al cinema (dal 69,2% al 78,3%), visitano musei e mostre (dal 38,3% al 42,4%), vanno a concerti di musica classica (dal 5,7% all’8,1%) o a spettacoli sportivi (dal 38,7% al 41,6%). Tranne nel caso degli spettacoli sportivi, sono sempre le femmine a fruire di più di spettacoli e intrattenimenti. La fruizione è sempre più elevati nel Centro-nord rispetto al Sud, tranne che per le discoteche e balere dove Nord e Sud presentano livelli di fruizione analoghi. Aumenta anche la pratica sportiva: la quota di bambini e i ragazzi tra i 3 e i 17 anni che pratica sport nel tempo libero (sia in modo continuativo che saltuario) è passata infatti dal 48,3% al 55,2%. Il 46,3% fa sport in modo continuativo e l’8,9% in modo saltuario. La quota di praticanti è ancora maggiore tra i maschi (60,5% contro il 49,7% delle femmine), ma tra i piccoli di 3-5 anni si riscontra una prevalenza femminile (25,1% contro il 21,6% dei maschi). Aumentano, inoltre, i bambini e i ragazzi di 6-17 anni che leggono libri e svolgono attività extrascolastiche. Nel 2008 la quota di bambini e ragazzi che hanno letto almeno un libro nel loro tempo libero è aumentata di 5,3 punti percentuali rispetto al 1998 (51,6%), arrivando al 56,9%. Passando a considerare il numero di libri letti in un anno, il 53,4% dei bambini e ragazzi ha letto fino a 3 libri, il 36,2% da 4 a 11 libri e il 10,4% 12 o più libri. Tra il 1998 e il 2008 aumenta la partecipazione ai corsi di formazione extrascolastica nel corso dell’anno (dal 41% al 48,4%). L’incremento maggiore si registra tra le bambine e le ragazze: 7,4 punti percentuali in più (dal 39,7% al 48,3%) rispetto ai 6,2 punti dei ragazzi (dal 42,3% al 48,5%) e nella fascia d’età tra i 6 e i 13 anni (con oltre 9 punti percentuali). Nel 2008 i corsi più frequentati sono nell’ordine: sport (34,9%), musica (8,8%), danza (7,2%), lingue straniere (5,8%), informatica (5,6%). Le bambine studiano danza, musica, teatro, lingue, canto e pittura. Se si aggiunge la danza allo sport, i livelli di fruizione dei corsi di tipo sportivo delle femmine superano, seppur di poco, quelli dei maschi.

BAMBINI E RAGAZZI SEMPRE PIU’ TECNOLOGICI:

Bambini e ragazzi utilizzano sempre di più le nuove tecnologie1. Cresce in primo luogo l’uso del cellulare: considerando gli 11-17enni, tra il 2000 e il 2008 si è passati dal 55,6% al 92%. La crescita maggiore si è verificata tra i più piccoli. La quota di ragazzi tra gli 11 e i 13 anni che utilizza il cellulare è passata, infatti, dal 35,2% al 83,7%, mentre tra i 14 e i 17 anni dal 70,4% al 97,8%. Nel 2008 il 68,9% dei bambini e ragazzi di 6-17 anni utilizza il cellulare. Chi utilizza il cellulare nella gran parte dei casi lo possiede. Il 59,4% dei bambini e i ragazzi da 6 a 17 anni, infatti, possiede un cellulare (era il 49,6% nel 2005), la quota di femmine è leggermente superiore a quella dei maschi (60% contro il 58,8%). Il cellulare non si usa solo per telefonare. Era già così nel 2000, ma lo è ancora di più nel 2008. Tra il 2000 e il 2008 diminuisce, infatti, la quota di bambini e ragazzi tra gli 11 e i 17 anni che utilizza il cellulare solo per telefonare, passando dal 20,3% al 3,8%. Tra le funzioni utilizzate del cellulare al primo posto si colloca il telefonare (93,6%), a brevissima distanza l’invio/ricezione messaggi (81,3%). Oltre la metà dei bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni gioca con il cellulare, il 47,3% fa squilletti, il 46,9% cambia suonerie e il 42,7% fa uso della rubrica telefonica. Al settimo posto tra le funzioni utilizzate si colloca il fare/ricevere foto (38,8%), seguito dall’ascolto della musica (33,3%). Con percentuali più basse ma comunque di interesse emergono: fare, inviare e ricevere filmati (15,2%), registrare conversazioni (10,3%), utilizzare l’agenda diario (11,2%) e collegarsi ad internet (4,2%). Nel 2008 il numero medio di funzioni utilizzate è 4,8. Emergono differenze, però, rispetto all’età: i bambini di 6-10 anni usano in media meno funzioni (3,4), mentre tra gli 11 e i 13 anni sale a 5 e si attesta a 5,3 tra i 14 e i 17 anni. Dal 2000 al 2008 aumenta la quota di bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni che usa il pc (dal 41,7% al 59,8%). Anche l’uso di Internet è cresciuto. Considerando, per esigenze di confronto con il 2000, i ragazzi tra 11 e 17 anni, Internet è passato dal 28,5% del 2000 al 66,9% del 2008. Nel 2008 sono 5 milioni e 135 mila i bambini e i ragazzi tra i 3 e i 17 anni che usano il pc a casa o in altro luogo. Tra i 6 e i 17 anni i bambini e ragazzi che si collegano ad Internet sono 3 milioni e 386 mila (il 49,2% della popolazione di questa età). L’uso del pc aumenta al crescere dell’età: tra i bambini di 3-5 anni solo il 15,6% usa il pc, tra i 6 e i 10 anni oltre la metà dei bambini (57,4%), tra gli 11 e i 13 anni il 75,8% e tra i 14 e i 17 anni l’82,0%. Non emergono differenze significative dal punto di vista del genere, ad eccezione della fascia di età tra 6-10 anni e 14-17, in cui la quota di bambini e ragazzi che usano il pc è superiore di circa 5 punti percentuali a quella delle loro coetanee. Questa relativa omogeneità è una caratteristica specifica delle fasce di età considerate, in quanto per le classi di età successive l’uso del pc risulta essere un’attività prevalentemente maschile. Considerando tutte le persone di 18 anni e oltre, infatti, i maschi che usano il pc sono il 48,3% mentre le femmine sono il 36,6%.

LO SVILUPPO DELL’USO DELLE TECNOLOGIE FA DIMINUIRE IL TEMPO DEDICATO ALLA TV:

I bambini e i ragazzi che usano tv, radio e pc leggono di più nel tempo libero, vanno più frequentemente al cinema, praticano di più sport. Insomma, fanno tutto di più rispetto a chi vede solo la tv. Rispetto al rapporto con la tv diminuisce il tempo che i ragazzi vi dedicano. Ciò accade, in particolare, per i bambini e ragazzi multimediali: infatti, tra chi usa tv, radio e pc la quota di coloro che guardano la tv 3 ore o più nei giorni non festivi passa dal 42,7% del 2005 al 34,9% del 2008, mentre tra i ragazzi che guardano solo la tv la quota passa dal 44,3% al 41,1%.

DINAMICA POSITIVA SOPRATTUTTO PER LE FEMMINE, MA PERMANGONO FORTI DISUGUAGLIANZE:

Una particolare dinamicità si evidenzia da parte di bambini e ragazzi. Le femmine in particolare hanno praticamente raggiunto i maschi nell’uso del pc e superato i loro coetanei nella maggior parte delle attività: lettura (62,3% contro il 51,9% dei maschi), fruizione di cinema (79,5% contro il 77,2%), teatro (33,5% contro il 27%) e altre manifestazioni culturali. Dall’altra parte, se è vero che aumenta la quota di bambini che giocano con i genitori (in particolare con il papà) è anche vero che una quota rilevante di essi lo fa raramente: il 16,8% dei bambini gioca meno di una volta a settimana o mai con il papà e il 10,5% con la mamma. Aumenta la socializzazione, ma il 13,6% dei bambini e ragazzi di 6-17 anni non frequenta coetanei al di fuori dell’orario scolastico o di eventuali impegni extrascolastici e il 21,9% non partecipa a feste organizzate da altri coetanei. Aumenta la quota di bambini di 6-10 ani che gioca con amici e compagni di scuola, anche se ben il 38,5% non ci gioca mai nei giorni non festivi. Permangono le differenze territoriali e sociali, prefigurando l’esistenza di segmenti di bambini con minori opportunità di altri o addirittura esclusi. Nel Nord-ovest il 78,2% delle famiglie con minori possiede un pc contro il 61,4% nelle Isole; a livello nazionale, l’88% delle famiglie di imprenditori dirigenti e liberi professionisti contro il 57,1% delle famiglie operaie. Più del 55% dei bambini del Nord frequenta corsi di formazione extrascolastica contro il 39,7% nel Sud e il 36,5% nelle Isole. Aumentano i bambini e ragazzi che leggono libri nel tempo libero ma continuiamo ad essere un Paese in cui si legge poco. I bambini sono le fasce di età in cui si legge di più, ma il 53,4% dei giovani lettori non supera i tre libri in un anno. Al Nord oltre il 68% dei bambini leggono libri nel tempo libero contro il 42% nel Sud e il 51,4% delle famiglie operaie. Infine, si rilevano oltre 20 punti percentuali di differenza tra Nord e Sud per la frequentazione del teatro, 10 per il cinema e 27 per musei e mostre e 15 punti le visite a siti archeologici e monumenti . In Italia 378 mila bambini da 6 a 17 anni (il 5,5% di questa fascia d’età) nei 12 mesi precedenti l’intervista non sono andati al cinema, non hanno letto libri, non hanno usato il pc né Internet, e non hanno praticato sport. La percentuale diminuisce al crescere dell’età, passando dal 9% tra i 6 e 10 anni al 4% tra 11 e 13 al 2,6% tra 14 e 17 anni. Nel Sud si raggiunge il 9,5% contro il 2,9% del Nord e il 2,6% del Centro. Nelle famiglie operaie, a livello nazionale, la percentuale si attesta all’8%. Il dato positivo è che proprio laddove le differenze sono più grandi la riduzione delle disuguaglianze è stata maggiore negli ultimi anni, soprattutto nel rapporto con le nuove tecnologie, segno che i nuovi comportamenti cominciano a rompere anche le barriere sociali e territoriali.

lunedì 11 maggio 2009, di MONDODILUNA.it


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