SENZA PAROLE: IL MUTISMO SELETTIVO

Il silenzio intriga.

Il silenzio fa paura.

Il silenzio provoca.

Il silenzio invita alla sfida.

Volevo iniziare questo articolo in maniera diversa dal solito “Il Mutismo Selettivo è…” e mi è venuto in mente di aprire con le emozioni, i sentimenti, di chi vive nell’universo familiare e scolastico di un bambino o ragazzo che soffre di Mutismo Selettivo.

È indubbio che il silenzio destabilizza, colpevolizza, spaventa, oppure se viene interpretato come una provocazione, irrita, induce all’insofferenza, alla punizione o alla sfida “ti farò parlare io”.

Spieghiamolo, per quel che possiamo, questo silenzio.


Il Mutismo Selettivo (in seguito MS) è un disturbo d’ansia dell’infanzia.

Mutismo Selettivo

Un bambino con MS, sebbene in casa o in contesti familiari riesca a parlare normalmente, non riesce a farlo in altre situazioni nelle quali ci si aspetterebbe lo facesse.  Ad esempio a scuola presenta difficoltà nell’iniziare spontaneamente la conversazione o nel rispondere alle domande poste dagli altri (Senza parole, Bambini diversi in contesti diversi, Mutismo Selettivo, Libro pratico per genitori e insegnanti C. Gorla. S. Ius, F. Trivelli).

Bambini diversi in contesti diversi questo è un concetto importante e fondamentale

Il bambino che soffre di MS non è uguale in ogni momento della giornata o in ogni luogo, tutto dipende dalla situazione: se è ansiogena o meno. L’ansia può salire in presenza di alcune persone, in alcune situazioni, a scuola per esempio, tra i compagni o al parco, nei giochi di gruppo, cioè dove sono ci sono pressioni e/o richieste di prestazioni, normalmente gestite dalla maggioranza dei suoi coetanei, ma che risultano bloccanti per il nostro bambino.

Il nostro bambino, che chiameremo Riccardo come uno dei libri che ho pubblicato con la mia casa editrice su questo argomento, non ha alcun ritardo nel linguaggio, né alcun disturbo dell’apprendimento, a casa parla perfettamente, ride, urla, gioca e si “agita” come tutti gli altri bambini. Ma come arriva al portone della scuola o davanti alla classe cambia completamente, la postura diventa rigida, spesso ripiegata su stesso, lo sguardo evitante, e la parola si “incastra in gola” come ha descritto una bambina alla Dottoressa Gorla.

Non ci sono regole, Riccardo può giocare con gli altri bambini e non parlare con loro e nemmeno alla maestra o in molti casi rimanere in disparte evitando lavori e giochi di gruppo. Spesso le maestre sono giustamente diffidenti perché non comprendono come sia possibile che a loro Riccardo non risponde e al compagno sì.

Alcuni amano lo sport, per la maggioranza sono momenti di grande difficoltà a causa della richiesta di prestazioni.

L’ ansia

L’ansia è normale, ci aiuta a superare alcuni momenti, ci protegge in altre situazioni ma la soglia di Riccardo è più bassa, per lui situazioni che per altri sono gestibili diventano insopportabili.

Come distinguere un bambino timido da un bambino mutico.

Sappiamo tutti che l’inserimento nella scuola d’Infanzia è un momento delicatissimo, per un bambino ipersensibile, introverso e timido lo è ancora di più: sindrome d’abbandono, distacco materno, entrata in un mondo di sconosciuti scalmanati suoi pari per età ma che sembrano, guarda caso, quasi (per fortuna quasi!) tutti a loro agio in quel nuovo ambiente. Un bambino può avere tempi più lunghi di inserimento rispetto agli altri, può anche non parlare. Ma quando il silenzio, il comportamento evitante, l’isolamento perdurano per più di un mese o due allora è il momento di verificare.

Mutismo Selettivo

Le cause

Non sono una psicoterapeuta, quindi preferisco rimanere sull’informazione alla portata di tutti e quindi anche al mio umile livello di divulgatrice. Un tempo si attribuiva questo silenzio ad “estrema timidezza” o nei casi peggiori a violenze, abusi, orrori e via dicendo. Anche della letteratura non “consapevole” ha appoggiato questo sospetto. Grazie ai genitori che si sono organizzati in associazioni in varie parti del mondo, grazie alla volontà di psicoterapeuti che si sono appassionati a questo disturbo, malgrado la rarità più o meno accertata, oggi sappiamo che non è così, a famiglie diverse per estrazione sociale, per cultura per abitudini, può capitare che un giorno la maestra dica “ma come mai vostro figlio
non parla a scuola?”.

Forse un elemento che accomuna molti genitori è invece l’iperprotezione la sensibilità già presente in uno dei due genitori, l’isolamento sociale, il bilinguismo (ma non tutti i bilingue sono mutici eh). Ma queste sono supposizioni, cosa fare allora?

Mutismo Selettivo

Dal mutismo selettivo si guarisce?

Sì, ma non esiste un tempo limite uguale per tutti. È appurato che una diagnosi precoce favorisce anche un superamento veloce del sintomo. Occorre mettere in atto un’azione concertata che coinvolga scuola-famiglia-psicoterapeuta, è necessario interrompere l’attesa: che parli, che si sblocchi. Meglio concentrarsi sul lavoro per abbassare l’ansia, il silenzio è un sintomo di un disagio.

Non chiedete al bambino perché non parli, non vi risponderà se siete degli estranei e se siete i suoi genitori non saprà rispondervi, oppure vi dirà “perché non voglio”.

Non è vero, vogliono fortemente parlare, comunicare, socializzare!

Non c’è alcuna volontà nel loro silenzio. Come si può pensare che un bambino non giochi, non rida, non corra e non chieda nemmeno di fare la pipì per sua volontà? L’ansia ha un effetto bloccante più forte di quanto possiamo immaginare.

Mutismo Selettivo

Cosa fare?

Non forzatelo a parlare, supportatelo, a scuola il Mutismo selettivo rientra nei BES, fate stilare un PdP alla maestra, il nostro Riccardo potrà sostituire le prove orali con quelle scritte. Normalmente un bambino che soffre di MS non ha bisogno di un sostegno a meno che non se riconosca la necessità. Coinvolgetelo nelle attività cercando di formare gruppi piccoli, magari formati dai bambini con i quali parla o con i quali si sente comunque più a suo agio. Invitate qualche compagno preferito uno alla volta. Inseritevi nei giochi, portatelo al parco, in piscina se gli piace, alle feste di compleanno anche se resta accanto a voi, comunque è un passo avanti.

Apprezzate ogni suo progresso, non facendo la festa, ma instillandogli sempre la sicurezza che un giorno parlerà, quando sarà il momento. Il fatto che non parli non vuol dire che non senta, non veda, non si confronti. Riccardo è molto più consapevole di quanto voi pensiate, sa benissimo che lui non parla e tutti gli altri sì e vi assicuro che ci pensano i suoi pari a ricordarglielo, a colpi di “inutile che gli chiedi qualcosa, tanto lui non risponde”.

È la logica infantile, crudele, ma reale. Arriverà il momento in cui si sentirà pronto a parlare ma avrà timore di farlo perché uscire dal ruolo, dalla gabbia di quello che non parla è difficilissimo? Che faranno gli altri? Rideranno, urleranno, ci saranno festeggiamenti e applausi? Riuscirà a sopportare tutto questo?

Più si sentirà compreso, più il livello d’ansia di abbasserà.

Formate una equipe famiglia-scuola-psicoterapeute.

Coinvolgete sempre il bambino in ogni attività lasciando che partecipi a suo modo con le sue possibilità e i suoi tempi.

Dal Mutismo selettivo si guarisce, certamente è più facile superare l’ansia per un bambino che per un’adolescente, in quest’ultimo al mutismo si aggiungono le problematiche tipiche della sua età, e alcuni comportamenti tendono a cronicizzarsi, a volte pure volendo fortemente uscire dal silenzio rimangono prigionieri, cristallizzati nel ruolo di “tanto lui non parla”, quasi un ruolo che finisce per essere imposto dagli altri.

Le statistiche

Non vorrei parlare di numeri e fra l’altro non sono aggiornati, le percentuali sono sottostimate, molti bambini non vengono diagnosticati come MS, oppure vengono considerati estremamente timidi.  Inoltre molti genitori si sentono soli, non sanno dove trovare riferimenti, specialisti e quindi molti casi non possono far parte delle statistiche semplicemente perché non si conoscono. Posso solo dirvi che sono tanti anni ormai che mi occupo di questo disturbo, e noto un incremento incredibile, probabilmente grazie a internet e ai social soprattutto possiamo finalmente “trovarci” e sostenerci.

 


Adriana Cigni

Adriana Cigni

Come ho detto sono molti anni che mi occupo di MS ma solo quest’anno penso davvero di aver realizzato due dei miei sogni:

il primo è il progetto che avevo in mente per poter divulgare al massimo e ovunque le informazioni a tutti coloro che ne sono coinvolti direttamente o indirettamente tramite un Tour che girasse l’Italia. Ed ecco che in un anno con il mio progetto il Mutismo Selettivo In-Formazione TOUR che porto in giro per conto dell’associazione MILLA ONLUS che lo finanzia, ho organizzato tantissime formazioni, curate dalle Psicoterapeute dello Studio S.m.a.i.l. (Selective Mutism Anxiety Italian Lab) entrando in contatto ormai con più di 1000 persone: Roma 2 volte, Spresiano TV 2 volte, Napoli,  Pescara, Ancona, Imola, Rimini, Sondrio, Firenze, Torino, Vescovio RI, Rieti, Palermo, San Giorgio a Cremano NA, Pregnana Milanese Mi, San Bartolomeo IM.

Il secondo sogno è stato quello di pubblicare finalmente un libro tutto italiano, scritto da specialiste esperte del disturbo, utile per tutti, un libro scritto da psicoterapeute ma con un linguaggio assolutamente comprensibile a tutti. Un libro per genitori e insegnanti che finalmente scioglie tanti dubbi sul Mutismo Selettivo questo sconosciuto e soprattutto dà molti consigli utili a tutti coloro che vivono nell’universo del nostro ipotetico Riccardo, e in modo speciale agli insegnanti sappiamo tutti quanto carico abbiano negli ultimi anni, informare vuol dire anche alleggerire e facilitare il loro lavoro.

Spero di esservi stata utile, spero di avervi ispirato la voglia di informarvi di più su questo disturbo. Tutte le informazioni e i consigli che ho sviluppato in questo articolo sono frutto di 9 anni di letture, traduzioni di libri, incontri con genitori, associazioni e soprattutto sono frutto di tutto quello che ho imparato in questo anno di intensa frequentazione con le Psicoterapeute dello Studio S.M.A.I.L.

Ho cambiato il mio modo di pensare, ho cambiato la mia visione del sintomo, ho imparato che bisogna porre l’attenzione sull’ansia e lavorarci, dimenticando la parola.

 

Adriana Cigni

www.ilblogdiadri.altervista.org

Per contatti scrivetemi a ageditions@yahoo.fr

Editrice A.G.Editions – ageditions.altervista.org

 

 

SENZA PAROLE: IL MUTISMO SELETTIVO

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