BAMBINI E COMPITI

I primi compiti a casa vengono generalmente accolti con gioia dai bambini, poiché vedono in essi un riconoscimento da parte dell’adulto. Anche i genitori devono coltivare fin dall’inizio un atteggiamento positivo nei confronti dei compiti, considerandoli come un qualcosa di gratificante, un’opportunità.

Il senso di responsabilità nel bimbo è un debole germoglio che deve essere nutrito giorno per giorno per diventare poi un atteggiamento interiore consolidato. Un po’ alla volta, dedicarsi ai compiti diventerà un’abitudine e i bambini si applicheranno con meno resistenza e più autonomia, cura e puntualità.

Insegnanti e genitori hanno dunque un impegno comune, aiutarli a crescere: l’obiettivo di questo “Patto Educativo di Corresponsabilità” è quello di impegnare le famiglie a condividere con la scuola i nuclei fondamentali dell’azione educativa, un’alleanza che coinvolga tutti gli attori ognuno con il proprio ruolo e la propria responsabilità.

Immagine 1 da vitadamamma.com

I genitori devono conoscere l’insegnante del proprio figlio, incontrarlo periodicamente e da lui ricevere informazioni preziose sui suoi comportamenti, su eventuali difficoltà, sugli interessi che manifesta, sulle capacità che possiede, su come si possa aiutare. La collaborazione con gli insegnanti in questa delicata “lettura” può essere decisiva, poiché loro hanno la possibilità di osservare i bimbi al di fuori del contesto protetto della casa e della famiglia.

Per un bimbo avere accanto un genitore disponibile, che lo accompagni nel delicato percorso di studio, che abbia la pazienza e il tempo di ascoltarlo nella ripetizione delle lezioni, è un ricchissimo nutrimento per la sua crescita, rafforza la sua sicurezza e il suo senso di sé.

In questa lunga ed affascinante avventura ogni giorno si incontra qualcosa di diverso, di nuovo, di sorprendente. Amore e sostegno sono le basi dell’educazione che non devono mai mancare. Inoltre il genitore deve essere sì presente, ma rimanere in secondo piano, attento e vigile, riconoscendo le esigenze di chi è giovane e deve crescere.

Qualche consiglio pratico.

Per aiutare il bambino a svolgere un compito, dove eventualmente possono insorgere delle difficoltà, è importante essere al corrente del programma che l’insegnante sta svolgendo e conoscere bene i materiali di cui si serve, quali libri, quaderni di appunti, etc.

Gli esercizi hanno una finalità ben precisa e vanno svolti secondo il metodo indicato dall’insegnante, sia per mantenere coerenza e rispetto per l’autorità, sia per non creare confusione nell’allievo. Se il genitore ha delle perplessità è opportuno che le chiarisca direttamente con lo stesso docente, il quale potrà fornire indicazioni precise e dare consigli sul metodo utilizzato. Mai screditare a parole davanti al figlio il lavoro di un’insegnante o viceversa criticare i genitori da parte di un’insegnante: questi comportamenti hanno un effetto distruttivo per il piccolo, che perde i suoi punti di riferimento.

I migliori risultati, scuola e famiglia, li devono trovare lavorando congiuntamente, dove il cerchio si chiude intorno al bambino, che trova rispetto e coerenza intorno a se, rimanendo nel ruolo di chi ha bisogno di una guida.


Articolo scritto dalla dott.ssa Rita Bimbatti, pedagogista e sociologa della salute.

 

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